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39 di febbre

di Francesco (15/10/2008 - 17:59)

...Nel delirio da febbre a 39 si capiscono tante cose. Per esempio molti dicono che la profezia sulla venuta degli alieni è stata un flop. Io non sono convinto che sia del tutto vero. E mi son posto questa domanda:"un povero alieno che si è fatto un viaggio di milioni di anni luce, arriva sulla terra e mette i manifesti?" Mi viene più da pensare che di fatto almeno na settimanina per abituarsi al fuso ci vuole no? Poi con il bordello delle borse internazionali figurati se gli alieni decidono di mostrarsi. Soprattutto se buoni verrebbero subbissati di domande e dubbi...meglio star nascosti. Anzi se qualche alieno dovesse leggere questo posto offro camera a prezzi veramente modici. Accetto anche valuta universale...


sempre nel delirio da febbre ho deciso di consigliare un libro. Anime Nere edito da Mondadori. A mia volta mi è stato consigliato e sono davvero contento di averlo letto.Subito una premessa, è un'antologia di racconti di vari autori. Il libro si presenta cosi:"il nemico siamo noi,nulla potrebbe descrivere meglio le storie concentrate in anime nere".
All'inizio l'ho trovato duro e forte. Piano, piano leggendolo ho imparato ad apprezzare i vari stili e i vari racconti. Non entro troppo nel dettaglio per non privare nessuno del piacere di scoprire da se questo libro. Non l'ho letto in ordine, saltavo tra le storie in base al titolo e questa è una prima caratteristica fantastica del libro. Permette ad ognuno di seguire una propria chiave di lettura. Nello scorrere la mia, ho apprezzato una linea comunicativa fantastica tra i vari autori. Questa linea è la forte critica su aspetti più vari della vita degli uomini. Il disprezzo del consumismo, della modernità, dei cellulari, o della malattia porta l'uomo ad estremizzare il proprio aspetto più oscuro di se stesso.
A volte, addirittura la morte viene vista come purezza e pulizia di uno stato ormai irrecuperabile. Cito alcuni passaggi:

"Cosa fa un uomo quando si smarrisce?
Torna in silenzio nel posto in cui era partito. Hai detto: Non tornare, siamo felici cosi. Andarsene da Milano è una necessità quando non lavori. Il tuo ritmo è sbagliato, non riesci a trovarti con quelli che dividono lo spazio con te. Scandisci la tua vita sulle cose che non fai, mentre gli altri riempiono le ore di azioni produttive..."la cosa che adoravo di milano era la labilità dei giudizi. O anche la poca memoria. Non c'era condanna che durasse, non vi era alcuna stabilità di colpa. Si transitava tutti, nella vita degli altri senza lasciare traccia. "

Tratto da: Le morti pulite di Nicoletta Vallorani, ovviamente mi tocca da vicino, non potevo non citarlo.


Ma ancora:

"Marta se ne stava sulla sedia a rotelle, infilandole le braccia sotto le ascelle l'aveva aiutata ad alzarsi. Marta era leggera, come se fosse vuota. Lei non c'era più. Dove sei Marta? Dove sei Marta? Situazione stazionaria...cosi le avevano detto...come le sue due disfunzioni, anomalie dietro la schiena. Cosi le avevano definite..."

Tratto da: Dita nell'acqua di Gianfranco Nerozzi è bellissimo come riesca ad esprimere a parole quello che tutti noi abbiamo pensato in un modo o nell'altro di fronte a situazioni di malasanità o semplicemente di fronte all'insensibilità di alcuni medici.

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